Pubblicato il: Ottobre212021

Il sughero in Gallura: un tesoro secolare

Nella Sardegna nord-orientale, dal Coghinas al massiccio del Limbara, fino al Monte Nieddu, si staglia la meravigliosa Gallura. Una subregione storica e geografica dell’isola, ricca di cultura, tradizioni secolari, ma soprattutto paesaggi naturali suggestivi e irripetibili. Tra spiagge paradisiache e tracce archeologiche del nostro passato, questo territorio è caratterizzato da un materiale unico e prezioso: il sughero. Ma quanto è importante ed apprezzato il sughero in Gallura?

Cerchiamo di dare subito una risposta a questa domanda, partendo alla scoperta di una risorsa davvero imprescindibile per l’artigianato locale. Un viaggio tra natura, bellezza e cultura gallurese.

La bellezza incontaminata del sughero in Gallura
La bellezza incontaminata della Gallura

Il sughero in Gallura: protagonista di un paesaggio incontaminato 

Il sughero, come abbiamo avuto modo di osservare in un precedente articolo, viene estratto dalla rigogliosa quercia da sughero. Si tratta di una pianta tipica della nostra macchia mediterranea, protagonista soprattutto dei paesaggi della Sardegna settentrionale. Una pianta spontanea, capace di resistere al clima isolano: dal ventoso inverno al caldo siccitoso dell’estate. Come? Attraverso il suo tessuto naturale di rivestimento, dalle straordinarie proprietà e benefici: il sughero appunto.

È importante sottolineare come non esistano piantagioni di querce. Al contrario, la totalità del sughero estratto e lavorato proviene da sugherete naturali selezionate e protette nel rispetto dell’ambiente. 

In particolare, le colline della Gallura sono ricche di sugherete, le quali si estendono per numerosi ettari. Spazi immersi nel verde che, uniti al mirtocorbezzolo e altre tipologie di arbusto, contraddistinguono i panorami e gli scenari di queste zone del settentrione sardo. Le stesse che si alternano ai vasti campi di fieno, gli ordinati vigneti, gli allevamenti bovini, fino ai piccoli rilievi rocciosi. 

Insomma, uno spettacolo della natura che ospita, inoltre, una biodiversità inimitabile e rigorosamente salvaguardata. 

Il sughero in Gallura: un materiale prezioso e rinnovabile

Una sugherete gallurese vista dall'alto

Sono tante le querce secolari che prosperano in Gallura, specialmente ai piedi del massiccio del Limbara, anche vicino alla nostra Berchidda.

Quando si parla di sughero, ci si riferisce ad una materia prima che, come già anticipato, ha dato vita ad un preciso settore artigianale e industriale, fondamentale per l’economia del territorio. Non a caso, fin dall’età nuragica, l’uomo è rimasto affascinato dalla versatilità e la semplice lavorabilità del sughero, tanto da sfruttarlo in svariati modi. 

Lavorazioni e processi che non intaccano affatto l’ambiente, né tanto meno la salute dell’albero. Anzi. La quercia, al contrario, riproduce naturalmente altro sughero una volta estratto, in maniera indipendente. In questo senso, basterà soltanto attendere circa dieci anni per ottenere uno strato di sughero perfettamente adatto ad una nuova estrazione. 

Estrazione e lavorazione del sughero 

Il processo di estrazione del sughero, analizzato nel dettaglio in un altro approfondimento, avviene principalmente durante la stagione estiva. Si tratta di una fase molto delicata che richiede la massima esperienza ed attenzione. Gli operatori specializzati in questo compito sono detti scorziniestrattori o, in gallurese, Li Bucadori: una figura storica, mai sostituita dalla tecnologia. Essi procedono ad incidere la corteccia con la loro accetta, per poi staccare pian piano la plancia di sughero con il manico della stessa.

In particolare, la prima estrazione, detta demaschiatura, può essere effettuata solo quando la pianta ha venti o venticinque anni di vita. Da questa fase si ottiene il cosiddetto sugherone o sughero maschio, mentre le successive porteranno il sughero gentile, di qualità superiore.

Il team di Sadenda a lavoro durante la fase di estrazione del sughero

Dopo essere stato raccolto, poi, esso viene fatto stagionare all’aria aperta per almeno sei mesi. Successivamente, vieni immerso in acqua calda e bollito. Questo processo non solo disinfetta il materiale, eliminando i batteri, ma consente alle plance di appiattirsi, pronte per essere lavorate. 

Raffreddato e asciugato, il sughero viene selezionato con cura per dar vita a prodotti unici, di diversa tipologia e natura. Dai pannelli isolanti, ai classici tappi di bottiglia. Dai tipici souvenir artigianali, alle più originali ed innovative soluzioni di design. Pezzi pregiati di arredamento, proprio come la nostra Sadenda.  

Sadenda è un prodotto unico, nato più di 30 anni fa, divenuto presto un’ottima soluzione di design dal carattere originale, elegante e inconfondibile. Un prodotto dall’anima affascinante, capace di raccontare la storia della Sardegna e del suo straordinario artigianato. 

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